dal sito http://espresso.repubblica.it/

“Sui media si accavallano analisi e diagnosi rispetto alla caduta dei consensi che soffre l’area politica di centro sinistra.
Ognuno dice la sua e complicate analisi di politologi si susseguono.
Ma non è che la realtà sia molto più semplice?
Forse a spiegare la disaffezione del popolo della sinistra verso coloro che dovrebbero essere i propri riferimenti sono questioni che, pur essendo considerate banali e/o demagogiche da questi, sono invece l’essenza delle motivazioni che fanno cadere i consensi.

Il popolo della sinistra non è lo stesso di quello di Berlusconi.
Gli uomini politici della sinistra dovrebbero capire che ai loro potenziali elettori non interessa “avere una banca” o scarpe da “un milione di lire” o potentati economici “amici” (complici?) ma concretamente proporre una politica che per esempio metta nei propri obiettivi:

- la possibilità per ognuno di avere una vita libera nel rispetto della libertà altrui;
- la possibilità per ognuno di sviluppare la propria vita in modo dignitoso secondo i talenti posseduti;
- condurre una vita senza la costante preoccupazione di essere derubati o truffati (anche sulle cose meno  appariscenti tipo lo sforamento degli spazi pubblicitari in televisione);
- la disponibilità di un’informazione corretta ed equilibrata pur nelle differenti visuali;
- l’avere un apparato giudiziario che funzioni ed emetta verdetti con giustizia consci che senza una giustizia efficente ed autonoma la democrazia corre pericoli;
- la certezza che chi commette reati viene punito in modo esemplare ma tendendo al suo recupero;
- il dare modo a tutti di migliorare materialmente e intellettualmente secondo le proprie capacità;
- lo sviluppare la solidarietà concreta verso i più deboli o meno fortunati e in ultimo:
- crescere i propri figli all’interno di questi valori.

Tutto questo i “capetti” del centro sinistra dimostrano di non condividerlo e c’è da chiedersi cosa li differenzi dai “capetti” del centrodestra con loro concordi nel difendere  la comune “casta”.

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Giacomo Lombardo

sindaco (senza stipendio e/o indennità, nota per Tremonti e Brunetta) del Comune di Ostana piccolo (ma molto vivace) paese sulle montagne (che orgogliosamente resistono agli ignorante tentativi di chiusura) del cuneese.