Ieri ho visto Man on wire, che è nei cinema a Londra in questi giorni e che consiglio a chiunque. E’ la storia di un sogno, questo piccolo uomo francese che cammina sulle funi e che ha come sogno di camminare su una fune tirata tra le torri gemelle, a oltre 400 metri di altezza per una distanza di 200 metri. Il film è stupendo. L’impresa riesce nel ‘74, Philippe Petit cammina sul vuoto per 40 minuti con una folla ammirata e ammutolita a guardarlo dal basso. Le immagini trasmettono la grazia della gratuità, dell’impresa fatta per elevare l’uomo e lo spirito, una grandezza “d’altri tempi”, classica, eterna.
A un certo punto del film Petit dice: “bisogna essere liberi, l’uomo tende alla libertà e alla rivoluzione.”
La politica ha perso questa grandezza. O meglio la sinistra ha perso questa battaglia. La nuova sinistra, quella di Clinton, D’alema e Blair è un rottame. Lo è perchè non si pone piu obiettivi “impossibili” come quello di Petit, non si pone piu l’obiettivo di cambiare il mondo. Essendo ancora piu radicali non si pone piu l’obiettivo di creare uomini liberi!
La libertà è in Italia in mano di Berlusconi che l’ha politicamente brevettata e ne ha fatto un oggetto di marketing politico: il Popolo della Libertà. Che schifo questo uso distorto di una parola che meriterebbe altre cause e altri paladini che un patetico miliardario. La nuova sinistra, quella di Obama, quella che viene dopo Clinton, Blair e D’Alema non può non partire da questo grido di libertà, dalla volontà di cambiare il mondo e di farlo per avere persone piu libere.
Non è libero chi guadagna 1000 euro e ne spende 700 di affitto e di bollette. Non è libero chi ha un contratto che gli viene settimnanalmente rinnovato. Non è libero chi è costretto a rubare nel supermercato per pagare le bollette. Non è libero chi non ha un lavoro, chi non può accedere a una professione o a un posto pubblico pur avendone le qualità.
Tuttavia non si puo piu prendere la scorciatoia delle ideologie, che ha portato la sinistra nel baratro della violenza e del comunismo reale. La nuova sinistra ha idee nuove adatte al secolo che è cominciato 8 anni fa. L’idea centrale è che ci vuole una rivoluzione etica: ”A gentleman” diceva G.B. Shaw ” is one who put more into the world than he takes out.” Il nuovo secolo ci richiede di invertire la rotta del capitalismo, che misura la felicità nell’essere “predoni”, nell’accaparre e consumare piu risorse possibili, nel “live fast and die young” come cantano gli MGMT in “Time to Pretend”…
La nuova sinistra dovrebbe credere nel libero mercato non nel capitalismo, mentre la destra di oggi crede nel capitalismo e non piu nel libero mercato. Questo praticamente vuol dire economia libera e responsabile, uno Stato che non dia incentivi per la rottamazione ma per i pannelli solari, che premia chi consuma meno e faccia pagare le tasse in maniera equa e graduale, che detassa l’arte, rende gratuiti i musei, etc..
La nuova sinistra dovrebbe credere nell’Europa soggetta alla sovranità popolare, indipendente dagli USA, centro di un mondo multipolare, libera tra pari, mentre la destra di oggi vorrebbe l’Europa soggetta ai Capi di Stato, colonia degli USA, impotente sullo scacchiere del mondo.
Infine la nuova sinistra dovrebbe credere nalla giustizia sociale come mezzo per rendere l’individuo libero e responsabile. I salari. la dignità del lavoro, l’opportunità di seguire i propri progetti di vita e di lavoro, di godere di prodotti sani, di un sistema informativo equilibrato e indipendente, di alte prestazioni ospedaliere, di una educazione degna…
Un tempo la sinistra si muoveva al grido “siamo realisti, chiediamo l’impossibile”. La nuova sinistra facendo “il possibile” fino in fondo potrebbe scoprire di stare facendo l’impossibile.
David Monciardini (kokopelink@yahoo.it)






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