22_%20C_%20Friedrich%20%27Il%20naufragio%20della%20speranza%27%2026.1 %! E’ andata bene o male?

Non so, cerco di confrontare questo dato con quanto mi diceva ieri Claudia, una collega brasiliana: “Italy is like a third world country.” Mi ha detto ridendo. Oramai le foto di “papi” Berlusconi in Sardegna e delle signorine seminude di cui si circonda hanno fatto il giro del mondo e, detto francamente, ci “piglia per il culo” anche il Sud America, che pure ha una tradizione di dittature niente male. A qual punto siamo arrivati? Un Paese del terzo mondo. Un leader politico da operetta che incarna e reclama in e per se, nella sua persona, un potere di discrezionalità e di eccezionalità che dovrebbe offenderci tutti, come cittadini democratici, ma ancora di più come uomini e donne liberi.

Nonostante questo il 26.1% è un dato confortante, perché vuole dire che il PD c’e’. E’ forte anche nella notte più nera. Non è il partito fragilino con le spalle spioventi e una vocazione alla sfiga di cui si è tanto parlato a destra ma anche a sinistra. Questo dato dice che l’alternativa allo status quo, al papi-premier e al “Paese del terzo mondo” passa solo ed esclusivamente da un punto: il PD. Il PD è, nella geometria politica italiana, il baricentro delle forze di opposizione e tuttavia tocca ancora individuarne le mediane. Perché è chiaro che pur essendone il baricentro il PD da solo è destinato a inanellare tante di quelle sconfitte da far impallidire Peter Buckley (il pugile superpiuma che nel 2008 si ritirò dopo 256 match persi contro 32 vittorie)!

Dunque questo risultato non può essere letto in chiave egemonica, l’opposizione siamo noi. Neppure nel senso che da qui occorre sommare tutte le forze dell’opposizione fino a raggiungere il 51%. Il modo giusto per leggerlo è che il PD sia “centro di gravità” (permanente) di una nuova credibile forza di governo che dia rappresentanza a quella maggioranza di Italiani che ne hanno abbastanza di BB (Bossi e Berlusconi). Il punto è: con chi si dovrebbe alleare sto PD? Con Casini!? Con Vendola & C.? O con DiPietro?

Ovviamente non lo so con chi. Un alleanza con Casini, tuttavia, sarebbe una novità per la politica Italiana e darebbe non poco fastidio al centro-destra (anche per gli equilibri locali). Sarebbe un matrimonio tra diversi il che non è in assoluto un male. Casini potrebbe parlare a quel estremo centro moderato a cui il PD appare chiaramente come una forza troppo laica. Mentre il PD rappresenterebbe pienamente un punto di compromesso e di incontro di diverse culture e istanze della società Italiana.

Per quanto riguarda Vendola e C., invece, io li vedo meglio dentro il PD che come alleati. Non vedo nessuna ragione perché Vendola non possa persino correre per la leadership del PD, ne sarebbe un eccellente leader. Da un lato darebbe uno scossone alla vecchia equazione PD = DS + Margherita che chiaramente è limitante e irritante. Personalità come Vendola, Fava, ma anche Emma Bonino non possono non far parte del progetto del PD e di loro il PD ha grande bisogno.

David Monciardini (kokopelink@yahoo.it)

p.s. le affermazioni contenute in questo articolo sono l’espressione di un opinione personale e in nessun modo vorrebbero rappresentare la linea del circolo PD Londra, seppure vorrebbero stimolarne la riflessione.